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La Bambola che Dorme 30 Luglio 2007

Posted by Murphy in Just for Fun, Libri, Mezzo vuoto.
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Titolo:La Bambola che Dorme
Autore:Jeffery Deaver
Editore:Sonzogno
Pagine:503
EAN:9788845414046
Prezzo:€ 19,00
Trama:California, 1999. Daniel Raymond Pell per i media è il “figlio di Manson”: affascinante e sinistramente carismatico, al pari del suo predecessore ha incantato, sedotto e plagiato i giovani adepti della sua setta. E con la complicità di uno di essi ha sterminato un’intera famiglia. Nessuno dei due però si è accorto che la notte del massacro, confusa in mezzo alle bambole, una bambina dormiva tranquilla nel suo lettino… Otto anni dopo Pell sta scontando la condanna a vita in un carcere di massima sicurezza per l’efferata carneficina e deve essere processato di nuovo perché vari indizi lo collegano a un altro delitto del passato rimasto irrisolto. Condotto in tribunale, è interrogato dall’agente del California Bureau of Investigation Kathryn Dance, esperta in cinesica. Kathryn è uno dei pochi poliziotti in grado di interpretare il linguaggio non verbale e di capire se testimoni e sospetti dicono la verità. E non sbaglia mai. Questa volta, però, il suo compito è davvero arduo, perché deve confrontarsi con un osso duro, un killer dall’intelligenza quasi sovrumana, un abile manipolatore della volontà altrui. E quando, dopo un sottile gioco di parole, sguardi, gesti, Kathryn scalfisce l’assoluta compostezza di Pell e intuisce un diabolico trucco, è troppo tardi: il “figlio di Manson” è evaso dal tribunale. Comincia la caccia…
“La bambola che dorme” ha tutti i classici ingredienti “deaveriani” – ritmo serratissimo, suspense mozzafiato, trama perfettamente congegnata, colpi di scena a ripetizione – e in più due protagonisti-antagonisti memorabili: un killer astuto e una figura di detective molto umana, capace di interpretare quei segni impercettibili che le permettono di entrare nella mente dei criminali.
Recensione:L’inizio mi è sembrato un po’ caotico: Deaver butta dentro alla rinfusa tre o quattro colpi di scena in 50-70 pagine per poi seguire una storia abbastanza lineare per il genere di romanzo.
In generale ho avuto la sensazione di una narrazione fiacca, stancante ed eccessivamente lenta; sensazione accentuata anche dal fatto che il libro è diviso in giorni ed in questo momento, pagina 208, sono solamente al secondo giorno, probabilmente lontano dal tramonto oltretutto.
Dopo i botti iniziali altri 4 colpi di scena nel finale, appena appena più diluiti ma sempre troppo vicini tra loro.
Sempre se di colpi di scena si può parlare: il primo è la cosa più prevedibile di questo romanzo; persrino più semplice e lineare di come me l’ero immaginato.
Il secondo si salva solo per le modalità con cui un personaggio è riuscito a fare ciò che ha fatto.
Il terzo e il quarto non credo si possano nemmeno definire colpi di scena: piuttosto una trovata per prolungare di un’altra cinquantina di pagine la storia (che Deaver abbia letto Io Uccido del suo ammicone Faletti?)
Per il resto un paio di errori, spero di battitura perchè famigliare non si può proprio leggere, e una piccolissima delusione: io Kathryn Dance me la ricordavo molto più alternativa/hippy di come l’ho ritrovata ma probabilmente ricordo male io: in conclusione è stata una mezza delusione: dalla prima avventura di Kathryn Dance mi aspettavo molto di più, soprattutto tenendo conto di come era stata presentata ne “La Luna Fredda”.
Non che il libro sia da buttare: semplicemente non è al livello degli altri scritti di Deaver che ho letto.

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