(Mini) recensione di Fedora 8 11 Dicembre 2007
Posted by Murphy in Computer, GNU/Linux, Just for Fun, Mezzo vuoto, Open Source.trackback
Ultimamente la mia Ubuntu installata sul fisso ha iniziato a sclerare abbastanza spesso lasciandomi a piedi un paio di volte di troppo;
gran parte della colpa è mia visto che si tratta di un’installazione permanente dalla 6.06 che ha resistito a numerosi dist-upgrade e soprattutto al periodo iniziale quando da perfetto ignorante facevo grossi casini un minuto si e l’altro pure.
Comunque sia sono arrivato al punto che una reinstallazione è richiesta a gran voce, soprattutto adesso che praticamente linux è diventato il mio S.O. principale (SI! io considero windows Xp un sistema operativo; Vista invece…ehm ma questo è un altro discorso).
Dovendo quindi piallare mi sono detto: Perchè non provare qualcosa di nuovo?
E fra tutte le possibili distro la scelta è caduta sull’ultima Fedora, memore anche della favorevolissima recensione fatta da Felipe tempo fa.
Partendo dal principio:
- La LiveCd parte correttamente sul mio pc (cosa che non succede troppo spesso) e in un paio di minuti mi ritrovo dentro uno Gnome aggiornatissimo pronto ad iniziare l’installazione cliccando sulla relativa icona nel Desktop.
L’installazione vera e propria si svolge in due fasi: la prima è riservata all’amministratore del sistema; richiede infatti il partizionamento del disco (c’è una finestra grafica con molte opzioni e molti tipi di partizionamento preimpostati, è vero, ma la scelta di default elimina tutte le partizioni linux da tutti i dischi e crea un LVM non mi è piaciuta un granchè, mi sa troppo di imposizione Microsoft-style), l’installazione del boot-loader la password di root e poco altro.
L’installazione prosegue dopo il riavvio e questa seconda parte è tutta a carico dell’utente finale a cui vengono chieste informazioni per creare e personalizzare il profilo utente (mappa tastiera, fuso orario, policy del firewall…)
Questo tipo di installazione si presta benissimo per l’installazione in serie su grandi quantità di computer perchè non obbliga ad inserire manualmente i dati di ogni utente (e qui sto pensando spudoratamente ai rivenditori di computer).
- Una volta loggati dentro Fedora trovo ad attendermi 115 aggiornamenti per un totale di 262MB e spiccioli; aggiorno, riavvio col nuovo kernel e sono di nuovo dentro Gnome.
Come prima cosa aggiungo i repo Livna e qui ho la prima spiacevole sorpresa: in questi mesi con Linux mi sono abituato ad utilizzare Epiphany come browser mentre qui l’unico disponibile è Firefox, che oltretutto non è nemmeno una scheggia a partire (20 sec mi sembrano decisamente troppi).
Comunque sia aggiungo i repo e installo YumEx, che preferisco a Pirut, per installare un po’ di software aggiuntivo che, per inciso, è aggiornatissimo, molto spesso all’ultimissima versione.
E qui ho la seconda, bruttissima, sorpresa: in una decina di minuti rintraccio tutto quello che mi serve, tolgo un po’ di cose inutili e finalmente schiaccio il pulsante “Elabora Coda” e qui succedono diverse cose interessanti: non so per quale motivo ma sia Pirut che YumEx ti fanno selezionare/deselezionare questo mondo e quell’altro senza nemmeno dare un warning che un pacchetto che stai rimuovendo è dipendenza di un pacchetto che stai installando; questo controllo lo fanno solamente alla fine con il risultato che due volte su tre non sono in grado di risolvere le dipendenze.
Non so se anche apt-rpm (e di conseguenza Synaptic) abbia questi problemi ma certamente il fatto che siano presenti negli strumenti ufficiali non credo sia un bene per una distro che in molti consigliano ai novizi.
Comunque effettuando pochi cambiamenti per volta non si verifica nessun problema; solo una grande frustrazione nell’utente.
Riguardo alla presunta lentezza cronica di Yum devo dire che non ho riscontrato niente del genere; si è un po’ più lento di apt ma è veramente questione di pochi secondi, praticamente ininfluenti all’atto pratico.
E anche riguardo al consumo di RAM non mi sembra ci sia niente di scandalodo, si è vero consuma più RAM della mia vecchia Ubuntu (che però avevo ottimizzato abbastanza) ma si rimane sotto i 256 MB mentre con Ubuntu mi assestavo sui 180 (sappiate che con la Lenny del portatile scendo a ~90MB); un valore tutto sommato ragionevole anche per pc vecchi di qualche anno.
- Tra i vari software installati di default spicca per la sua assenza OpenOffice; non che ce ne sia realmente bisogno visto che il 90% delle persone lo puo rimpiazzare allegramente con Abiword (presente) e del restante 10% in pochi avranno bisogno di qualcosa in più di Gnumeric (presente anche questo).
- Un’altra cosa che mi ha dato un po’ di fastidio è quando mi sono ritrovato a dare il più semplice dei lsusb e vedermi rispondere che il comando non esisteva…ovviamente il comando esiste solo che non c’è impostato in automatico un alias o un collegamento che faccia corrispondere a lsusb il comando /sbin/lsusb (stessa cosa per lspci e lsmod); ovviamente questo non è assolutamente un difetto grave, non credo nemmeno si possa chiamare difetto visto che credo che sia il comportamento standard, ma mi ha lasciato comunque un po’ di amaro in bocca.
- Eccellente è invece l’interfaccia per la gestione del firewall, chiara semplice e molto pulita; niente a che vedere con Firestarter che proprio non riesco a farmi piacere.
- Sulla facilità o meno della gestione delle interfacce di rete non posso davvero esprimermi visto che sono dietro ad un router con una adsl flat e che quindi non ho necessità di stabilire una connessione ad ogni acceso; comunque sul portatile su cui l’ho provata in LiveCd ha riconosciuto subito la mia Ralink rt2500pcmcia e grazie ai driver rt2×00 (in luogo dei vecchi rt2400, rt2500, rt63….) ho potuto configurarla direttamente dal NetworkManager; a dire la verità la qualità di questi driver è ancora pittosto bassa, soprattutto paragonati ai legacy ma la comodità è enorme. Oltretutto gli sviluppatori puntano all’inclusione nel kernel solo a partire dal 2.6.24
In conclusione Fedora è una grande distribuzione, probabilmente perfetta per molti, ma dopo essere passato da una Debian-based trovo abbastanza irrazionale il comportamento di Pirut e Yumex che rischiano di incasinare la vita ai meno esperti/nuovi arrivati.
Probabilmente il suo più grande problema (almeno dal mio punto di vista e secondo la mia personalissima esperienza precedente, tutt’altro che sconfinata) è quello di basarsi su rpm; se facessero una Fedora su base deb sarei il primo a migrare
Decisamente è un’ottima soluzione per uso desktop, direi una delle migliori, ma secondo può migliorare ancora in alcuni campi.
Non so però se la consiglierei ad una persona che volesse trasferirsi a Linux; piu probabilmente gli darei in mano (o gli installerei) i cd di Fedora, openSUSE, PcLinuxOs, Mandriva, Ubuntu facendogli scegliere la preferita dopo almeno una settimana con tutte.
In fin dei conti una delle comodità di linux è anche questa, poter scegliere quello che ci stà meglio addosso.
Ma che stai dicendo? lsusb ti dice comando non trovato??
Perchè non provi a fare il log-in nel terminale scrivendo:
$ su -l
password:
???
Informati prima, è stato studiata appositamente questa cosa!!
Intanto scusa se ti pubblico il commento con 2 settimane di ritardo ma ultimamente non sono stato molto presente.
Tornando alla questione di lsusb ti confermo che dalla sessione di Gnome aprendo il terminale e scrivendo lsusb mi rispondeva un bel Comando non trovato.
Che fosse colpa mia o meno non è importante, basta saperlo e uno si adegua; oltretutto (mi pareva anche di averlo scritto da qualche parte) sono nato, pinguinamente parlando su debian based e quella era la prima volta che mettevo seriamente le mani su qualcosa di diverso.
Per il discorso del su -l nel terminale puoi spiegarti meglio che non ho capito bene? (oltre al fatto che non ho più Fedora 8 installata a complicare le cose).
Perche dovrei loggarmi nuovamente nel terminale quando sono già dentro?
Sull’informarmi hai ragione: non l’ho fatto ed infatti se leggi bene non ho addotto nessuna colpa a Fedora, ho solo detto che è diverso da quello che ho conosciuto finora e che mi ha sorpreso.
Ciao